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In nome della LIBERTA' RELIGIOSA
Le sette, cavallo di Troia
degli Stati uniti in Europa
Il 17 aprile scorso si è aperto davanti alla Corte d'assise di Grenoble
il processo contro il direttore d'orchestra svizzero Michel Tabatchnik,
imputato unico della setta del Tempio solare, accusato di aver istigato
i quattro «suicidi collettivi» in cui sono morti, tra il 1994 e il
1997, settantuno membri della setta. Questa vicenda giudiziaria attira
ancora una volta l'attenzione su quella nebulosa di gruppi di varia
natura che, presentandosi come religioni minoritarie, svolgono attività
di evidente carattere commerciale, sistematicamente condannate dai
tribunali. In nome della difesa della libertà religiosa, gli Stati
uniti mirano ad ottenere l'impunità di questi gruppi. Dietro a queste
reti, nate dalla convergenza tra «nuova destra» e «neo-conservatorismo»
in nome dell'anti-comunismo, si celano una serie di manovre per imporre
a livello delle coscienze collettive l'ultra-liberalismo e la diseguaglianza,
presi a fondamenti di ogni società.
BRUNO FOUCHEREAU*
Da una decina d'anni, la questione delle sette è passata in Europa
dallo stadio di «inquietante fenomeno sociale» a quello di «problema
di ordine pubblico di primo piano». I massacri provocati dall'Ordine
del tempio solare nel 1994 e 1995, l'attacco al gas nervino da parte
della setta Aum nella metropolitana di Tokyo nel marzo 1995, il suicidio
collettivo di Heaven's Gate a Los Angeles nel 1999 sono tutti avvenimenti
che hanno accelerato questa presa di coscienza. La Francia, il Belgio,
la Spagna e la Germania hanno quindi rafforzato il proprio apparato
repressivo. Tale scelta è stata in genere operata dal legislatore
dopo una serie di rapporti parlamentari sulla pericolosità di alcuni
gruppi e i metodi coercitivi e alienanti che essi infliggono ai propri
adepti. In prima linea in questa politica repressiva vi sono la Francia
e la Germania.
Un po' ovunque in Europa sono comparsi organismi incaricati di osservare
il fenomeno. In Francia, sono state votate nel 1996 una serie di
leggi che, tra le altre cose, assicurano una maggiore tutela alle
persone più deboli. Il governo di Lionel Jospin ha creato una Missione
interministeriale di lotta alle sette (Mils), presieduta da Alain
Vivien. In Germania, è stata presa di mira soprattutto la Chiesa
di Scientology. Già nel 1997, dopo un'indagine dei servizi di polizia,
il governo federale metteva in guardia la popolazione sulla pericolosità
di questa setta e il land di Baviera decideva di escludere i suoi
adepti dall'amministrazione pubblica.
Di fronte a questo irrigidimento europeo, tutti gli esperti del fenomeno
aspettavano la contro-offensiva delle multinazionali settarie, alcune
delle quali, soltanto in Francia, dispongono di entrate pari a diverse
decine di miliardi di lire. E la contro-offensiva partiva effettivamente
dagli Stati uniti (1): il 27 gennaio 1997, Washington denunciava
ufficialmente le misure prese dal governo tedesco contro Scientology.
Alcuni giorni dopo, il Bureau for Democracy, Human Rights and Labor
(Bdhrl - Ufficio per la democrazia, i diritti umani e il lavoro)
(2), agenzia del dipartimento di stato, rendeva pubblico il suo rapporto
sulla situazione dei diritti umani nel mondo. La Germania, messa
pesantemente sotto accusa, compariva accanto alla Cina sulla lista
dei paesi che violano la libertà religiosa!
Questo rapporto sembrava arrivare al momento giusto per appoggiare
la campagna lanciata da Scientology contro la Germania, una campagna
fatta di manifestazioni, spazi pubblicitari sugli organi di stampa
internazionali e un ricorso presentato alla Commissione europea per
i diritti umani. Per «smorzare i toni», nel marzo 1997 il dipartimento
di stato emetteva un comunicato in cui affermava: «Abbiamo criticato
i tedeschi, ma ci dissociamo dalla campagna lanciata da Scientology
contro la Germania...». Era il minimo che potevano sperare le autorità
federali.
Nel 1998, mentre il Congresso americano votava una nuova legge sulla
libertà religiosa nel mondo (sull'uso di tale legge in Egitto, si
legga l'articolo a pag. 15), veniva costituito un nuovo dipartimento
all'interno del Bdhrl: l'Office of International Religious Freedom
(Ufficio per la libertà religiosa internazionale). La legge che ne
decretava la nascita stabiliva anche che sarebbe stato presieduto
da un ambasciatore plenipotenziario, a cui venivano affiancati cinque
funzionari (officers) della segreteria di stato. La commissione dispone
di un proprio agente in tutte le ambasciate americane.
Primo presidente di questa commissione veniva nominato Robert A.
Seiple, un ex marine che ama ripetere: «I diritti umani sono universali
perché sono un dono di Dio! (3)». Sul Naples Daily News (4), quest'ultimo
spiegava anche come la fede l'avesse sostenuto nelle prove affrontate
durante la sua esistenza, soprattutto nelle trecento missioni di
combattimento svolte come ufficiale dei marines durante la guerra
del Vietnam.
Ma Seiple non è stato scelto solo per le sue doti di monaco-soldato.
Per più di undici anni è stato a capo dell'associazione ultra-conservatrice
World Vision Inc., la più importante organizzazione evangelica del
mondo, che finanzia migliaia di progetti in entrambi gli emisferi
e conta milioni di adepti, dall'Asia all'America latina (5). Nel
primo rapporto della sua commissione, pubblicato nel settembre 1998
(6), la Francia, la Germania, l'Austria e il Belgio sono accusati
di violare le libertà religiose. Il rapporto della commissione di
inchiesta parlamentare francese del 1995 è considerato una cieca
manovra persecutoria, e i deputati sono accusati di promuovere la
segregazione religiosa poiché hanno stilato una lista di associazioni
innocenti, colpevoli non di attività illecite, ma solo di professare
il proprio credo.
Il 22 marzo 1999, durante un seminario dell'Ufficio per le istituzioni
democratiche e i diritti umani (Odhir), riunito a Vienna su invito
dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse)
(7), viene violentemente attaccata la politica francese nei confronti
delle sette. Riprendendo e amplificando le accuse del dipartimento
di stato, alcuni diplomatici e senatori americani si trasformano
in pubblici ministeri, fino a sfiorare l'incidente diplomatico. Lo
stesso scenario si ripete a Washington di fronte alla Commission
on Security and Cooperation in Europe - struttura che riunisce i
rappresentanti americani dell'Organizzazione per la sicurezza e la
cooperazione in Europa (Osce). Tre testimoni, venuti a deporre, rivelano
alcune terribili verità: la Francia repubblicana si rifà al regime
di Vichy, il primo ministro è letteralmente intossicato dai movimenti
anti-religiosi, alcuni fedeli sono gettati in pasto al furore popolare,
altri perdono il lavoro, vi sono figli sequestrati ai genitori...
Pubblicato nel giugno 1999, il rapporto ufficiale dei senatori americani
dà la misura delle loro inquietudini riguardo al rispetto delle libertà
fondamentali in Europa (8). Il governo francese viene accusato di
strumentalizzare la propria amministrazione fiscale per trasformarla
nel braccio armato di una nuova inquisizione.
Sia la Mils che il ministero degli esteri francese spiegano che l'analisi
delle strutture e dei flussi finanziari di Scientology dimostra che
si tratta di una vera e propria organizzazione a scopo di lucro,
con profitti colossali (elementi che giustificano pienamente le multe
fiscali); e che il rapporto dell'Assemblea nazionale è stato elaborato
insieme a giuristi, poliziotti specializzati, associazioni di comprovata
utilità pubblica, accademici... Tale rapporto segnala 180 associazioni
che si definiscono religiose, ma che ad uno studio più approfondito
hanno mostrato il proprio carattere totalitario e i metodi coercitivi
esercitati sui propri adepti. La maggior parte di tali associazioni
hanno poi subito condanne in tribunale.
Chi controlla i controllori?
Gli organi istituzionali francesi tentano anche di correggere alcune
patenti falsità. Ad esempio: la Francia è accusata di non voler accordare
lo status di religione ad alcuni gruppi minoritari, quando invece,
in virtù della legge del 1905 che afferma la separazione tra stato
e chiese, non riconosce nessuna religione.
Ma il dialogo si rivela infruttuoso. Il 9 settembre 1999, l'Ufficio
per la libertà religiosa internazionale pubblica un nuovo rapporto:
un attacco ancora più feroce contro i paesi europei. L'8 dicembre,
il ministro degli esteri francese Hubert Védrine scrive al suo omologo
americano Madeleine Albright: «Quest'accusa senza fondamento all'azione
pubblica francese da parte della vostra amministrazione, avanzata
nello stesso momento in cui era in atto un dialogo tra alti funzionari,
getta seri dubbi sulla stessa proficuità di tale dialogo...».
Gli scambi diplomatici sulla questione vengono ufficialmente interrotti.
Da allora, non sono più ripresi. L'ultimo rapporto del dipartimento
di stato americano, pubblicato il 2 marzo scorso, menziona gli elementi
positivi delle leggi del 1901 e del 1905 e rettifica, sia pur senza
ammetterli, vari errori, ma mantiene un tono profondamente accusatorio.
La storia e la Costituzione americana non sono sufficienti a spiegare
l'ostinazione degli Stati uniti nel sostenere questi gruppi. L'ufficio
per la libertà religiosa internazionale è, come abbiamo visto, una
struttura del Bdhrl, legata a sua volta al dipartimento di stato.
La Commissione per la libertà religiosa (Commission for Religious
Freedom) è stata invece creata, nell'ambito dell'Organizzazione per
la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) da parlamentari americani.
Infine, esiste anche una terza struttura, legata direttamente alla
Casa bianca: la commissione degli Stati uniti per la libertà religiosa
internazionale (United States Commission for Religious Freedom).
Il suo direttore, Steven T. Mc Farland, afferma che una delle principali
ragion d'essere della commissione è quella di svolgere funzioni da
«cane da guardia» (watch dog) sull'operato delle altre due: «Noi
controlliamo il lavoro delle altre commissioni in modo che non si
discostino dalla retta via...». Altrove, di fronte ad una commissione
incaricata di sorvegliare le commissioni che vigilano sulle libertà
religiose, si sarebbe parlato di retaggi dell'apparato sovietico!
Interrogato in proposito, Steve T. Mc Farland confessa di non aver
letto il rapporto dell'Assemblea nazionale francese. Poi precisa,
come per scusarsi, che non è in grado né di parlare né di leggere
il francese. Lo stesso vale per i rapporti della Mils, i comunicati
del ministero degli esteri francese e le note informative dell'ambasciata
francese a Washington. I vari funzionari della commissione che è
stato possibile contattare hanno affermato di non aver letto questi
documenti, nemmeno in versioni tradotte... Mc Farland si giustifica
garantendo che le informazioni trasmesse dalle agenzie dei servizi
segreti americani, l'ambasciata di Parigi, gli accademici e le Ong
che si lamentano dell'intolleranza del governo francese gli sembravano
abbastanza affidabili. Infine, quando gli mostriamo alcuni fax dell'ambasciata
di Madrid (9) che dimostrano che il Bdhrl è intervenuto per rallentare
l'istruttoria di un giudice spagnolo contro Scientology, il funzionario
preferisce non commentare.
I membri dei servizi segreti che informano le commissioni americane
sono, per definizione, impossibili da identificare. In compenso,
l'ambasciata americana di Parigi raccomanda sul suo sito web un avvocato,
Kay Gaejens, noto membro di Scientology. E, d'altronde, ad un convegno
tenutosi nel febbraio scorso all'Assemblea nazionale francese sul
problema della manipolazione mentale, la stessa ambasciata americana
si è premunita di mandare due suoi membri, sia pur non invitati,
insieme ad un dirigente francese di Scientology.
Quanto alle testimonianze raccolte da queste commissioni, anch'esse
sollevano diversi interrogativi. La persona incaricata di moderare
la discussione a Vienna, nel marzo 1999, altri non era che Massimo
Introvigne, sociologo italiano, fondatore del Centro studi e documentazione
sulle nuove religioni (Cesnur), di osservanza cattolica integralista,
strettamente legato alla setta neofascista Tradizione Famiglia Proprietà.
Collaboratore assiduo delle pubblicazioni di Scientology, Introvigne
ha testimoniato in favore della setta al tribunale di Lione nel processo
istruito dal giudice Georges Fenech.
L'avvocato francese Alain Garay, anch'egli invitato a Vienna, e in
seguito a Washington, difensore dei Testimoni di Geova è, tra l'altro,
responsabile delle loro questioni fiscali, oltre ad essere pure lui
un habitué delle pubblicazioni di Scientology. Altro personaggio
chiave è Willy Fautré, presidente dell'associazione belga Droit de
l'homme sans frontière, il cui nome non deve far pensare che essa
sia riconosciuta dalla Federazione internazionale dei diritti umani
(Fidu). Fautré è stato a lungo corrispondente di News Network International,
un importante gruppo di stampa e lobbying evangelica americana, anti-abortista
e ferocemente anti-comunista. È anche membro della Federazione Helsinki
per i diritti umani (Fhdu), i cui rapporti sono stati citati a più
riprese dalle commissioni americane. Si dà il caso però che il corrispondente
greco della Fhdu abbia partecipato ad alcune pubblicazioni fatte
da Scientology insieme ad altre sette, e che la delegazione di Mosca
abbia pubblicato un libro in collaborazione con Scientology.
Infine, tra le fila degli illustri testimoni delle violazioni della
libertà religiosa orchestrate dal governo francese c'è anche il sacerdote
Louis Démeo, dell'istituto teologico di Nîmes. Quest'istituto è affiliato
al gruppo evangelico della Greater Grace, con sede a Baltimora (Maryland),
negli Stati uniti. Un gruppo che conta più di tremila missioni in
America latina, oltre a varie centinaia di altre tra l'Africa e l'Europa
dell'est. L'Istituto teologico di Nîmes svolge funzioni di scuola
di formazione per i quadri provenienti dall'Europa dell'est. La Greater
Grace, i cui metodi sono stati fortemente criticati persino negli
Stati uniti, può essere definita un «compagno di strada» di Scientology.
Stacy Brooks, presidente del Lisa Mc Pherson Trust (10), la principale
associazione americana di assistenza alle vittime di Scientology,
è stata, per quindici anni, anche lei un membro della setta. Ha persino
lavorato come segretaria di David Miscavige, successore di Ron Hubbard
e attuale guru di Scientology. Si ricorda perfettamente del reverendo
George Robertson, leader della Greater Grace: «È in stretti rapporti
con i dirigenti di Scientology. Quando la setta, per motivi di immagine,
non può intervenire su alcune questioni, chiede a Robertson di farlo
al suo posto. È il loro principale contatto nel movimento evangelico...».
È su sua istigazione che la Greater Grace e Scientology sono riuscite,
a colpi di processi, a mandare in bancarotta la principale organizzazione
di assistenza alle vittime delle sette fondata negli anni '70: la
Cult Awareness Network. Salvo poi riacquistarla davanti all'equivalente
americano di un tribunale di commercio (11)!
I legami tra Scientology e Moon
Un altro elemento concorre a spiegare l'influenza di Scientology
e dei suoi adepti negli Stati uniti. Dal 1993, la potentissima amministrazione
americana delle imposte sul reddito (Irs) ha accordato alla setta
lo status di religione a tutti gli effetti, esonerandola dal pagamento
delle tasse. Per venticinque anni, l'Irs si era sistematicamente
rifiutata di concedere alla setta gli esoneri fiscali di cui godono
gli istituti religiosi. E tutti i rifiuti erano stati confermati
dai vari tribunali americani, in particolare dalla Corte suprema.
Questo mutamento di rotta dell'Irs ha permesso alla Chiesa di Scientology
di risparmiare milioni di dollari e, schiudendole le porte dell'amministrazione
americana, le ha fornito uno straordinario strumento di pubbliche
relazioni.
I retroscena di questo ribaltamento sono stati svelati quattro anni
dopo dal New York Times. Scientology avrebbe condotto una vera e
propria guerra contro l'amministrazione fiscale. Una guerra portata
ovviamente avanti a colpi di processi (sono stati promossi più di
50 procedimenti giudiziari), ma anche ingaggiando alcuni investigatori
privati incaricati di indagare sulla vita privata degli alti funzionari
dell'Irs. Uno di essi rivelava al New York Times, nel marzo 1997,
di aver lavorato diciotto mesi per Scientology tra il 1990 e il 1992.
Dal suo ufficio nel Maryland, avrebbe raccolto informazioni sui responsabili
che mancavano alle riunioni, bevevano troppo o avevano relazioni
extra-coniugali... La concessione dell'accordo è poi avvenuta secondo
un procedimento al di fuori dalla norma, aggirando le abituali istanze
decisionali, su esplicita richiesta del direttore dell'Irs...
Ai 300 milioni di dollari di utili messi insieme ogni anno da Scientology,
alle sue tecniche di infiltrazione e intimidazione, al suo riconoscimento
da parte dell'Irs, vanno poi aggiunte altre sinergie che le permettono
di consolidare la propria influenza ai più alti vertici dello stato.
Steven A. Kent, ricercatore al dipartimento di sociologia dell'univesità
di Alberta in Canada, ha studiato minuziosamente la strategia di
lobbying messa in atto da vari gruppi religiosi e settari a Washington
(12). Ha spiegato come i membri di Scientology, e prima di loro quelli
della setta di Moon, abbiano promosso considerevoli manovre di pubbliche
relazioni nei confronti di membri del Congresso, del Senato e della
Casa bianca. A tal fine, Scientology ha versato 725mila dollari nel
1997 e 420mila nel 1998 ad una società di pubbliche relazioni specializzata
in lobbying politico.
Alcuni attori cinematografici, membri di Scientology, hanno versato
più di 70mila dollari per la campagna elettorale di Hillary Clinton
al Senato, mentre Tom Cruise ha contribuito personalmente con 5.000
dollari a quella di Albert Gore e John Travolta ha organizzato insieme
ad altri membri della setta una cena di gala a favore del partito
democratico (prezzo del biglietto di ingresso: 25mila dollari). A
questi si aggiungeva il contributo personale di 20mila dollari alla
campagna dei democratici di un avvocato di Scientology. Infine, ultimo
esempio di una lista assai lunga, uno dei principali dirigenti della
setta, Greg Jensen, ha sponsorizzato la campagna del senatore Benjamin
A. Gillman con una donazione di 10mila dollari (13). Questo senatore
è diventato, dopo la sua elezione, presidente della Commission of
religious Freedom dell'Osce...
Da parte sua, la setta Moon, proprietaria di uno dei maggiori quotidiani
americani, il Washington Times, ha concesso le sue colonne, che pure
sono di orientamento molto conservatore, ad Hillary Clinton, che
vi pubblica una sua personale rubrica settimanale. È difficile tenere
il conto dei senatori e membri del Congresso «sovvenzionati» da Moon.
Ricordiamo solo che due presidenti statunitensi hanno regolarmente
tributato onori alle conferenze organizzate dal reverendo Sun Myung
Moon: George Bush (padre) e Gerald Ford. Non c'è alcun dubbio che
Scientology e Moon hanno rapidamente stretto accordi reciproci. Dalla
metà degli anni '90, le manovre in favore della libertà religiosa
sono infatti condotte, sia in Europa che negli Stati uniti, in maniera
congiunta.
La pubblicazione su Internet di uno scambio di lettere tra i dirigenti
di Scientology e quelli di Moon ha messo in evidenza quanto le loro
azioni nei confronti dei paesi dell'Est siano pianificate e concertate.
L'attivismo dei membri di queste due sette, a cui se ne sono aggregate
varie altre in modo più o meno formale, riceve ormai l'appoggio di
vari gruppi fondamentalisti americani, secondo una politica che ricorda
il partenariato tra Scientology e la Greater Grace. Così l'Institut
on Religion and Public Policy (14), vivamente raccomandato dal Dipartimento
di stato americano, vede riuniti alcuni senatori ultra-conservatori,
alcuni moonisti e il guru della setta Sri Chinmoy... Questo istituto,
che si auto-definisce cattolico «integralista», ha stabilito la propria
sede a pochi passi dalla Casa bianca e milita apertamente per il
rispetto dei diritti di Scientology, di Moon e di altre religioni
definite minoritarie in Europa.
Infine l'Institut for Religion and Democracy (Ird), zelatore dei
governi di Reagan e Bush (padre e figlio), ultra-conservatore, omofobico
e anti-abortista, che ha messo in piedi in più di vent'anni di esistenza
decine di migliaia di missioni fondamentaliste protestanti in tutto
il mondo, si è schierato a fianco dei detrattori della Francia. La
sua presidentessa, Diane L. Knippers, sembra piuttosto combattiva:
«La Francia rappresenta un modello per le altre democrazie europee.
Deve assolutamente abbandonare la sua politica anti-religiosa e garantire
nuovamente la libertà di culto...».
Ma la sua spiegazione cambia rapidamente di tono e, senza rendersene
conto, offre delucidazioni sulla natura di ciò che lega insieme questi
gruppi piuttosto eterogenei: «Oggi lottiamo in favore della libertà
religiosa per lo stesso motivo per cui ieri abbiamo lottato contro
il comunismo. Una società umana non può vivere nella menzogna. L'ateismo
e il comunismo non generano altro che menzogna. La spiritualità è
una garanzia di civiltà, perché la spiritualità e la fede producono
individui onesti. Senza onestà non c'è commercio e senza il commercio
non c'è civiltà...».
Questa lotta per la «spiritualizzazione del mondo» (15) si congiunge
concretamente e attivamente a quella delle lobby che vogliono imporre
i valori americani attraverso la globalizzazione. L'Ird l'ha affermato
a più riprese: la mondializzazione e la globalizzazione dei mercati
sono missioni ispirate dalla Bibbia agli Stati uniti. Un concetto
mistico-imperiale a cui aderiscono tutti i gruppi fondamentalisti
e evangelici americani, che tutti coloro che si definiscono difensori
delle libertà religiose tengono ben chiaro in mente. Per esempio,
John R. Bolton, membro della Commissione degli Stati uniti per la
libertà religiosa, è stato vice-presidente dell'American Enterprise
Institute for Policy Research, un gruppo militante ultra-liberista.
Nell'amministrazione Bush (padre), Bolton era uno dei principali
consiglieri del presidente nelle questioni relative al commercio
internazionale. Nina Shea, membro della stessa commissione, afferma:
«Il nostro principale obiettivo è istituire in tutto il mondo il
nuovo ordine liberale...»
Definito fin dall'inizio degli anni '80 dall'amministrazione Reagan,
questo sistema di dominio, che potremmo quasi definire interattivo,
ha raggiunto il parossismo con il suo nuovo principale obiettivo:
l'universalizzazione delle norme giuridiche. Quest'ultima battaglia
dovrebbe completare la globalizzazione del mercato mondiale. Ma,
in questo contesto, stanno comparendo nuove variegate resistenze.
Come quella, guidata dalla Francia, relativa all'enorme mercato dell'istruzione.
Nella loro strategia, le sette e i grandi gruppi mediatici hanno
un nemico comune. Si tratta di un'ideologia assai diffusa in Europa,
di cui la Francia è tradizionalmente la culla: quella della laicità.
L'attacco alla politica repressiva dello stato francese nei confronti
dei movimenti settari rappresenta in realtà un attacco alla sua laicità.
Per le sette, la posta in gioco di questo scontro è chiara: radicandosi
nel settore educativo a livello europeo e disponendo, come negli
Stati uniti, di scuole che sfuggono ad ogni controllo statale, potrebbero
garantirsi un'opera di reclutamento più vasta e più solida, perché
associata alla costruzione della sfera culturale e psicologica degli
individui. Se non è possibile parlare di un fronte comune e articolato,
con una strategia condivisa decisa da uno stato maggiore unificato,
è tuttavia innegabile che la compenetrazione dei grandi consorzi
del settore della comunicazione, siano essi vettori - come l'industria
informatica - o produttori di oggetti comunicanti - come l'industria
del cinema - è ormai un dato di fatto. Non c'è bisogno di ricordare
qui i legami che uniscono l'Abc, la Cnn e le loro pari alle lobby
fondamentaliste americane, né la loro totale adesione all'ideologia
dominante.
Notiamo, soltanto a titolo anedottico, che David Ichbia, primo biografo
di Bill Gates, era membro di Scientology, come pure uno dei più stretti
collaboratori di Gates, Guy Jensen. E che una delle principali società
dell'Impero Microsoft - Executive Software - proclama ufficialmente
la sua affiliazione alla setta. Eh sì! È il Grande Fratello che bussa
sullo schermo del vostro computer ...
note:
* Giornalista. Ha realizzato un dossier su «Sette e spionaggio», recentemente
trasmesso dalla emittente televisiva France 3.
(1) Il che non è affatto sorprendente, se si considera che il 90%
delle sette sono di origine nord-americana o hanno stabilito la propria
sede oltre-Atlantico.
(2) Creata nel 1990 e legata a tutte le agenzie dei servizi segreti
americani, questa amministrazione ha come missione ufficiale la valutazione
delle libertà e del livello di democrazia di tutte le nazioni del
mondo. Fornisce rapporti al governo nonché al Congresso americano.
(3) Intervista con l'autore.
(4) Naples, Florida, 28 gennaio 1999, citato da Stephen A. Kent in
«Consultation on Religious Persecutions as a US Policy Issue», Trinity
College, Hartford (Connecticut).
(5) Si veda a questo proposito The Interhemispheric Ressource Center
e la rivista World Vision del dicembre 1991, pagina 14. È possibile
anche consultare: http://www.pir.org/gw
(6) I vari rapporti della Commission of International Religious Freedom
possono essere consultati al seguente indirizzo: http://www.state.gov
(7) Ufficio dell'Osce creato inizialmente in applicazione della carta
di Parigi per una nuova Europa (1990) per controllare la regolarità
delle elezioni in Europa. Nel 1994, il vertice di Budapest ha allargato
le sue competenze al rispetto della dimensione umana nelle istituzioni
democratiche e alla prevenzione dei conflitti. Sotto l'influenza
dei senatori americani Dennis De Concini e Alphonse d'Amato, l'Odhir
si interessa in modo particolare alle questioni relative alla libertà
religiose.
(8) http://www.csce.gov
(9) Per consultare questi documenti: http://parishioner.org/spain.html
(10) Per informazioni su questa associazione: www.lisatrust.net
(11) Si legga a questo proposito il Los Angeles Times del 9 settembre
1999.
(12) Si può consultare il suo lavoro sulla rete: http://www.trincoll.edu/depts/cspl
(13) Citato da Stephen A. Kent in Marbourg Journal of religion, Università
di Alberta (Canada); fonte: Center for Responsive Politics, Washington,
1999.
(14) È possibile consultare il loro sito: http://www.religionandpolicy.org
(15) Si veda il Marbourg Journal of religion, volume 6, nž1, gennaio
2001.
(Traduzione di S.L.)
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