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"Chi vuol capire il senso dell'epoca, alzi il suo sguardo al cielo. Sono mondiali le forze dell'economia, che sono il motore nascosto dei mutamenti profondi...
...In America, in Europa, in Giappone è in corso la ristrutturazione finanziaria...
...Sono mondiali le tendenze che contano nella politica, quelle che smuovono gli Stati e le loro alleanze. Oscilla la bilancia di potenza del multipolarismo, emergono India e Cina, si afferma l'Europa, reagiscono gli Stati Uniti per mantenere il primato. E' mondiale la Chiesa Cattolica, la forza più antica e più sperimentata...
...A confronto, la politica del parlamentarismo è confinata nel ridicolo e nell'irrivelanza."

Roberto Casella , "Lotta Comunista - febbraio 2001"

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"La mondializzazione non significa affatto la fine delle nazioni e delle etnie: al contrario, alterandola, fa della questione etnica un fattore potenziale di sovversione. Nonostante ciò, le correnti di sinistra, in particolare marxiste, soffrono dell'associazione marxiana del nazionalismo alla tappa delle rivoluzioni democratiche borghesi, il che le porta da un lato a considerare la questione nazionale come sorpassata (salvo che nei "paesi arretrati"), e da un altro lato a pensare la nazione come semplice sinonimo di repubblica, e di comunità di diritti politici (generata da suddette rivoluzioni borghesi), svuotate di identità etnica. Ciò le pone il più delle volte al di fuori dei movimenti sociali di stampo etno-nazionale e assicura il predominio delle correnti conservatrici o d'estrema destra all'interno di questi ultimi. Occorre rompere con questo "linearismo" marxiano, ma poco marxista, dell'evoluzione sociale ("dal più piccolo e antico al più grande e moderno") e riabilitare la nazione e l'ethnos non come tappa necessariamente legata alla rivoluzione borghese, ma come tendenza permanente nei movimenti sociali. Ciò permetterebbe finalmente di cessare di confondere internazionalismo e antinazionalismo."

Michel Cahen

 

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